Dolori cervicali nel ciclismo
Per “cervicale” si intende un dolore localizzato all’altezza del collo che può provocare anche nausee, cefalee e vertigini. In realtà la “rachide cervicale” è quella parte della colonna vertebrale che sostiene il cranio.
La posizione dell’atleta sulla bicicletta è caratterizzata da un iperestensione del collo. I muscoli si contraggono per non cedere alla forza di gravità, ma tale contrazione a lungo andare provoca dolore. Essendo rigidi, i muscoli non assorbono le vibrazioni trasmesse dal terreno alla bicicletta e ciò si ripercuote su alcuni particolari nervi e vasi sanguigni che scatenano il dolore.
I dolori cervicali nel ciclismo sono spesso dovuti a:
- Errori nella posizione in sella
Una posizione eccessivamente aggressiva, tipica delle discipline di velocità, comporta una scorretta proiezione del collo che diventa ben presto insostenibile. Il dolore può essere scatenato anche da misure sbagliate dei componenti come un attacco manubrio troppo corto (per le mountain bike), una leva freno troppo bassa, un arretramento di sella troppo elevato. - Errori nello stile di guida
Ad esempio un’eccessiva tensione in sella (magari nei tratti più difficili da affrontare) oppure un ipertensione del collo protratta troppo a lungo (come chi rimane in assetto areodinamico per troppo tempo). - Errori nella scelta dei componenti
Componenti eccessivamente rigidi trasferiscono le vibrazioni e gli impatti con il terreno al corpo in maniera molto netta, ciò può comportare l’insorgenza di dolori ed infiammazioni come appunto la cervicale.
Per far fronte al problema è utile sottoporsi ad una visita biomeccanica completa, ma se il dolore persiste è bene consultare il proprio medico e prendere provvedimenti.