Il bypass ciclabile di Palazzaccio: tra sogni di mobilità green e realtà burocratiche
26/03/2025 in News
Ad Acquabianca si parla sempre più spesso del bypass ciclabile di Palazzaccio, un progetto ambizioso destinato a cambiare il volto della mobilità locale. Tra un sottopasso e un sovrappasso, l’idea è quella di creare un percorso continuo e sicuro per ciclisti e pedoni. Ma, come spesso accade, tra il dire e il fare c’è di mezzo la burocrazia.
“Siamo ancora alle prime fasi – spiega Marco Cesaro, assessore ai Lavori pubblici –. Si tratta di un progetto preliminare e stiamo aspettando l’accordo definitivo con la Regione. Non abbiamo ancora una data d’inizio certa”. Parole che riflettono bene la situazione attuale: grandi speranze, ma pochi punti fermi.Se l’inizio dei lavori rimane un punto interrogativo, la fine ha già una scadenza ipotetica. “La conclusione è fissata al 31 agosto 2026 – aggiunge l’assessore Cesaro – e la rendicontazione finale dovrà avvenire entro il 31 dicembre dello stesso anno”. Un orizzonte temporale ambizioso, che però potrebbe allungarsi se gli ingranaggi burocratici non gireranno nel verso giusto.
Più di una pista ciclabile: un’idea di futuro
Questo bypass non è solo cemento e asfalto, ma rappresenta una visione più ampia di mobilità sostenibile. In un’epoca in cui si parla sempre più di riduzione delle emissioni e spazi urbani a misura d’uomo, opere come questa mirano a trasformare il modo in cui viviamo la città.Eppure, non mancano le voci scettiche. Alcuni temono che l’opera possa diventare l’ennesimo cantiere infinito, altri si chiedono se i costi saranno giustificati dai benefici. Nel frattempo, i sostenitori vedono nel bypass una risposta concreta alle esigenze di chi si muove in bici ogni giorno.Tra speranze e incertezze, Acquabianca aspetta di capire quando le ruspe entreranno finalmente in azione. Per ora, il bypass ciclabile di Palazzaccio è soprattutto un’idea su carta, ma se tutto andrà come previsto, nel 2026 potrebbe diventare una realtà capace di cambiare il modo di vivere la città.
Valtellina in Bicicletta: Tra Vigneti, Alpi e Sapori Autentici
26/03/2025 in Viaggi
La Valtellina, incastonata tra le maestose Alpi lombarde, è un vero paradiso per gli amanti del cicloturismo. Con i suoi paesaggi mozzafiato, le strade panoramiche e una cultura enogastronomica d’eccellenza, questa valle offre un’esperienza unica per chi vuole esplorare in sella a una bici. Dai dolci pendii dei vigneti fino ai passi alpini più impegnativi, ogni pedalata racconta una storia fatta di natura, tradizione e avventura.
Perché scegliere la Valtellina per un viaggio in bici?
Pedalare in Valtellina significa immergersi in un territorio ricco di contrasti: si passa dalle colline verdeggianti ai ghiacciai, attraversando borghi storici e rigogliosi meleti. La valle è perfetta sia per i cicloturisti alle prime armi sia per i ciclisti esperti in cerca di sfide più impegnative.
Il territorio vanta una vasta rete di piste ciclabili e strade secondarie poco trafficate, ideali per un viaggio slow. In più, la presenza di numerose strutture bike-friendly permette di pianificare un tour senza preoccupazioni, con la possibilità di gustare i piatti tipici locali e riposarsi in accoglienti agriturismi.
Le tappe imperdibili del viaggio
1. Sentiero Valtellina: La Ciclabile per Tutti
Il Sentiero Valtellina è la spina dorsale del cicloturismo in valle. Questa pista ciclabile lunga circa 114 km collega Colico a Bormio, seguendo il corso dell’Adda. È perfetta per chi desidera un percorso pianeggiante, immerso nella natura.
Partenza da Colico: Si parte sulle rive del Lago di Como, dove il fiume Adda si getta nelle acque azzurre del lago. Un punto ideale per iniziare con calma, godendo della vista sulle montagne circostanti.
Morbegno e i suoi sapori: Proseguendo verso est, si arriva a Morbegno, famosa per i suoi formaggi, tra cui il rinomato Bitto DOP. Una sosta obbligatoria per una degustazione nelle antiche casere.
Sondrio, cuore della Valtellina: Sondrio non è solo il capoluogo della valle, ma anche un punto strategico per esplorare i vigneti del Valtellina Superiore DOCG. Salite brevi ma intense portano a punti panoramici unici, come Castel Grumello.
2. La Via dei Terrazzamenti: Tra Vigneti e Storia
Per chi cerca un itinerario più impegnativo e panoramico, la Via dei Terrazzamenti è imperdibile. Questo percorso si snoda per 70 km tra Tirano e Morbegno, attraversando vigneti terrazzati e piccoli borghi storici.
Vigneti Patrimonio dell’UNESCO: I terrazzamenti della Valtellina sono un’opera d’ingegneria agricola antica, sostenuta da oltre 2.500 km di muretti a secco. Pedalare tra questi vigneti significa immergersi in un paesaggio unico al mondo.
Soste culturali: Lungo la via si incontrano borghi come Ponte in Valtellina, con le sue strade medievali, e Chiuro, famoso per la produzione vinicola.
Il Nebbiolo delle Alpi: Non si può lasciare la Valtellina senza aver degustato i suoi vini. Le cantine locali offrono tour e degustazioni del celebre Sforzato, un vino passito ottenuto da uve Nebbiolo.
3. Sfida ai Giganti: I Passi Alpini
Per i ciclisti più esperti, la Valtellina è sinonimo di grandi sfide. Alcune delle salite più iconiche del ciclismo internazionale si trovano proprio qui.
Passo dello Stelvio (2.758 m): Con i suoi 48 tornanti dal versante di Bormio, è uno dei passi più famosi al mondo. Una sfida impegnativa ma indimenticabile.
Passo Gavia (2.621 m): Selvaggio e spettacolare, è meno trafficato dello Stelvio ma altrettanto impegnativo. Ideale per chi cerca emozioni pure.
Mortirolo (1.852 m): Una salita breve ma durissima, resa leggendaria dalle gesta dei grandi campioni del ciclismo.
Gastronomia e ospitalità: il vero valore aggiunto
Un viaggio in Valtellina non è solo pedalate e panorami, ma anche piacere per il palato. La cucina valtellinese è ricca di sapori autentici, frutto della tradizione contadina.
Pizzoccheri: Il piatto simbolo della valle, fatto con farina di grano saraceno, patate, verze e tanto burro fuso.
Bresaola della Valtellina IGP: Leggera e saporita, è l’ideale per una pausa pranzo veloce e nutriente.
Formaggi e vini: Dal Bitto al Casera, accompagnati dai pregiati vini DOCG, ogni tappa è un’esperienza culinaria unica.
Consigli pratici per il viaggio
Periodo ideale: La primavera e l’autunno sono perfetti per il cicloturismo, con temperature miti e colori spettacolari.
Dove dormire: La Valtellina offre numerose strutture bike-friendly, tra cui agriturismi e B&B accoglienti con servizi dedicati ai ciclisti.
Attrezzatura: I percorsi pianeggianti sono ideali per bici da trekking o e-bike. Per i passi alpini, meglio optare per una bici da corsa leggera.
Un viaggio in bici in Valtellina è molto più di una semplice vacanza: è un’immersione nella natura, nella cultura e nei sapori di un territorio unico. Che tu stia cercando una pedalata rilassante lungo l’Adda o la sfida dei passi alpini più iconici, la Valtellina ha qualcosa da offrire a ogni tipo di cicloturista.
Bicicletta tra Mare e Monti: Un Viaggio nella Provincia della Spezia
25/03/2025 in News
La provincia della Spezia è un piccolo gioiello della Liguria, incastonata tra mare e montagna, dove il cicloturismo trova il suo habitat ideale. Pedalare in questo territorio significa immergersi in un paesaggio unico, tra borghi storici, sentieri panoramici e profumi mediterranei che accompagnano ogni colpo di pedale.
Da La Spezia alle Cinque Terre: Un Itinerario Mozzafiato
Partendo dalla città di La Spezia, il primo tratto del percorso si snoda lungo la costa, con viste spettacolari sul Golfo dei Poeti. Da qui, si può proseguire verso le Cinque Terre, patrimonio UNESCO, scegliendo strade secondarie e salite impegnative che ripagano con panorami mozzafiato. Borghi come Riomaggiore e Vernazza sono raggiungibili attraverso sentieri e vie meno battute, ideali per i ciclisti più esperti.
Val di Vara: Natura e Tranquillità
Per chi preferisce un ritmo più rilassato, l’entroterra della Val di Vara offre un’esperienza immersiva nella natura. Questa zona è nota come la “Valle del Biologico” per la sua agricoltura sostenibile. Qui, tra boschi e campi coltivati, si pedala respirando aria pura e godendo del silenzio delle colline.
Percorsi e Consigli per i Cicloturisti
Difficoltà: Adatto a tutti, con percorsi sia per principianti che per ciclisti esperti.
Quando andare: Primavera e autunno offrono temperature miti e colori spettacolari.
Cosa non perdere: Le degustazioni di prodotti locali, come l’olio extravergine e il vino delle Cinque Terre.
Un viaggio in bicicletta nella provincia della Spezia non è solo sport: è un modo per scoprire la Liguria più autentica, lasciandosi trasportare dal ritmo lento delle due ruote e dalla bellezza di paesaggi senza tempo.
Bicicletta e Respirazione: Benefici per Corpo e Mente
25/03/2025 in News
Andare in bicicletta non è solo un’attività divertente e sostenibile, ma è anche un toccasana per la salute respiratoria. Pedalare regolarmente allena i polmoni, migliora l’ossigenazione del sangue e aiuta a prevenire problemi respiratori. Scopriamo come e perché.
Come la Bicicletta Migliora la Respirazione
Durante la pedalata, la frequenza respiratoria aumenta, costringendo i polmoni a lavorare di più. Questo processo:
Aumenta la Capacità Polmonare: Con l’esercizio regolare, i polmoni diventano più efficienti nel captare ossigeno.
Rafforza i Muscoli Respiratori: Il diaframma e i muscoli intercostali si allenano, migliorando la profondità del respiro.
Riduce lo Stress Respiratorio: L’attività fisica aiuta a regolare il sistema nervoso, riducendo ansia e affanno.
Ideale per chi Soffre di Patologie Respiratorie
Chi soffre di asma o altre patologie respiratorie può trarre grandi benefici dal ciclismo moderato. L’attività all’aperto, soprattutto in aree verdi, favorisce una respirazione migliore grazie alla minore concentrazione di inquinanti rispetto ai contesti urbani.
Consigli per un Respiro Ottimale in Sella
Riscaldamento Adeguato: Inizia con un ritmo lento per permettere ai polmoni di adattarsi.
Respirazione Diaframmatica: Prediligi respiri profondi e lenti, sfruttando il diaframma.
Evita Zone Inquinate: Pedala in aree verdi o poco trafficate per ridurre l’esposizione allo smog.
Pedalare non solo fa bene al cuore e ai muscoli, ma anche alla capacità di respirare meglio. Che tu sia un ciclista esperto o un principiante, ogni uscita in bicicletta è un passo verso una vita più sana e serena.
La ciclovia VenTo passa per il Lido: un progetto che collega Torino a Venezia
24/03/2025 in News
Il Lido di Venezia si prepara a diventare parte integrante di uno dei progetti ciclabili più ambiziosi d’Italia: la ciclovia VenTo. Questo percorso, lungo ben 703 chilometri, collegherà Torino a Venezia, attraversando paesaggi suggestivi e territori ricchi di storia e natura.
Recentemente, la giunta comunale veneziana ha compiuto un passo decisivo approvando l’accordo con Regione Veneto e Veneto Strade per la progettazione e l’esecuzione di una variante del secondo lotto che attraverserà proprio l’isola del Lido. L’obiettivo è creare un collegamento ciclabile continuo e sicuro, capace di valorizzare ulteriormente il territorio lagunare.
Il percorso veneto di VenTo: quattro lotti per un grande progetto
Nel tratto veneto, la ciclovia si estende per 102 chilometri, suddivisi in quattro lotti. Alcuni tratti sono già percorribili: il segmento tra Loreo, Rosolina e Chioggia, ad esempio, è stato inaugurato pochi giorni fa. Altri lotti, invece, sono in fase di realizzazione, tra cui quello che interessa Porto Viro, Chioggia, Pellestrina e il Lido.
C’è ancora del lavoro da fare, soprattutto per il quarto lotto, che collega Adria a Polesella e che si trova ancora in fase progettuale. Tuttavia, il progetto complessivo procede con determinazione, promettendo di offrire ai ciclisti un’esperienza unica, tra percorsi fluviali, campagna e centri storici.
Un’opportunità per il turismo sostenibile
Il passaggio della ciclovia VenTo attraverso il Lido non è solo un’infrastruttura ciclabile, ma una vera e propria opportunità per rilanciare il turismo sostenibile. Lungo il percorso, i visitatori potranno scoprire borghi, paesaggi lagunari e le tradizioni locali, contribuendo a un’economia più rispettosa dell’ambiente.
Con l’approvazione di questo nuovo tratto, il progetto VenTo continua a trasformare l’idea di mobilità lenta in una realtà concreta. Non resta che aspettare la conclusione dei lavori per poter salire in sella e godersi uno dei percorsi ciclabili più affascinanti d’Europa.
Gavardo: la mountain bike rubata torna a casa dopo un anno
24/03/2025 in News
È passato un anno da quel giorno amaro in cui un bambino di Gavardo ha visto svanire nel nulla il regalo tanto desiderato: una mountain bike nuova di zecca, dal valore di 3.700 euro. Un sogno su due ruote che, a causa di un furto nel garage di casa, è rimasto solo un ricordo amaro. Nonostante le ricerche e la speranza che prima o poi potesse riapparire, della bicicletta non c’era più traccia.
Ma proprio quando ormai sembrava impossibile ritrovarla, è arrivata la notizia che nessuno si aspettava. A distanza di 12 mesi, grazie alla tenacia degli agenti della Polizia Locale della Valle Sabbia, la mountain bike è finalmente tornata nelle mani del suo piccolo proprietario. Un lieto fine che ha il sapore della giustizia e della perseveranza.
Secondo quanto riportato dagli agenti, la denuncia presentata subito dopo il furto è stata cruciale per avviare le indagini e identificare le caratteristiche uniche della bici. Questo ha permesso alle forze dell’ordine di tenere alta l’attenzione sul territorio e proseguire con i controlli. Proprio durante uno di questi accertamenti, la mountain bike è stata individuata in possesso di un uomo di mezza età residente in paese.
L’uomo ha dichiarato di aver ricevuto la bicicletta in regalo, ma la sua versione non ha convinto gli agenti, portando così a una denuncia per ricettazione. Al momento, non ci sono prove che sia stato lui a commettere il furto, ma la vicenda è comunque destinata ad avere conseguenze legali.
Intanto, per il giovane proprietario è finalmente arrivato il momento di risalire in sella. Con l’arrivo della primavera, potrà godersi le sue pedalate all’aria aperta, lasciandosi alle spalle un episodio che, per quanto doloroso, si è concluso con un sorriso.
Questa storia non è solo il racconto di un furto e di un recupero fortunato, ma anche un invito a non sottovalutare l’importanza delle denunce e della collaborazione con le forze dell’ordine. A volte, la giustizia può richiedere tempo, ma la tenacia può davvero fare la differenza.
Imperia su due ruote: il 12 aprile 2025 apre l’intera ciclabile cittadina
23/03/2025 in News
Imperia si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella mobilità sostenibile. Sabato 12 aprile 2025, infatti, verrà inaugurata ufficialmente la pista ciclabile che attraversa l’intera città, un percorso di circa 9 chilometri che unisce costa e centro urbano. Dal confine con Diano Marina fino a San Lorenzo al Mare, dove si collega al tracciato che porta a Ospedaletti, questa infrastruttura rappresenta molto più di un semplice percorso: è un invito a vivere il territorio in modo più lento e sostenibile.L’annuncio della data di apertura arriva dopo l’ultimo sopralluogo del sindaco Claudio Scajola insieme alla direzione lavori e all’impresa esecutrice, per verificare lo stato dell’ultimo tratto in fase di completamento, lungo circa 3 chilometri. Con la sua apertura, Imperia si conferma sempre più attenta al benessere dei cittadini e al turismo green, offrendo un percorso ideale per chi ama pedalare tra scorci marittimi e angoli urbani.
Ciclovia Lucca-Pontedera: un passo decisivo verso la mobilità sostenibile
22/03/2025 in News
Il progetto della ciclovia Lucca-Pontedera si avvicina a una fase cruciale, segnando un importante traguardo nella promozione della mobilità sostenibile tra le province di Lucca e Pisa. Entro il 30 giugno 2025 sarà completata la progettazione definitiva ed esecutiva, passaggio fondamentale che consentirà ai Comuni interessati di procedere con le necessarie varianti urbanistiche e, successivamente, con l’avvio dei cantieri.Questa infrastruttura ciclabile si estenderà per circa 25 chilometri, collegando due importanti realtà della Toscana attraverso un percorso pensato non solo per facilitare gli spostamenti quotidiani, ma anche per valorizzare il territorio. Il progetto si inserisce in una visione più ampia di mobilità dolce, in cui le piste ciclabili diventano protagoniste nel miglioramento della qualità della vita, riducendo il traffico veicolare e l’impatto ambientale.La Regione Toscana ha già dimostrato un forte impegno finanziario stanziando un milione di euro per la realizzazione del primo tratto della ciclovia. Tuttavia, il completamento dell’intero tracciato richiederà un investimento complessivo stimato intorno agli 8,4 milioni di euro. Si tratta di una cifra significativa, ma giustificata dall’importanza strategica dell’opera, che non sarà solo un’infrastruttura per ciclisti, ma un vero e proprio collegamento sostenibile tra comunità e territori.
Un progetto tra sostenibilità e valorizzazione del territorio
Oltre a migliorare la mobilità locale, la ciclovia Lucca-Pontedera rappresenta un’opportunità per valorizzare le bellezze paesaggistiche e culturali della Toscana. Attraversando aree di pregio naturale e borghi caratteristici, il percorso potrebbe diventare un’attrazione per il turismo lento, offrendo a residenti e visitatori un’esperienza immersiva tra storia, natura e tradizioni.I benefici, però, non si limitano all’aspetto turistico. La realizzazione della ciclovia potrebbe infatti incentivare uno stile di vita più sano per i cittadini, riducendo l’uso dell’auto per gli spostamenti brevi e promuovendo un modo di viaggiare più rispettoso dell’ambiente.Con la conclusione della fase progettuale entro il 2025, l’attenzione si sposterà sull’avvio dei cantieri. La speranza delle amministrazioni locali e della comunità è che i lavori possano procedere senza intoppi, consentendo di consegnare alla cittadinanza un’opera strategica in tempi ragionevoli.La ciclovia Lucca-Pontedera non sarà solo un percorso ciclabile, ma un simbolo di come le infrastrutture moderne possano integrarsi con il territorio e rispondere alle esigenze di una società sempre più attenta alla sostenibilità e alla qualità della vita.
Alla conquista del Colle della Maddalena in bicicletta: un viaggio tra Italia e Francia
21/03/2025 in Viaggi
Il Colle della Maddalena, conosciuto in Francia come Col de Larche, è una delle destinazioni più affascinanti per gli amanti del cicloturismo. Situato a 1996 metri di altitudine, segna il confine tra l’Italia e la Francia, collegando la Valle Stura di Demonte (Piemonte) con la Valle dell’Ubaye (Provenza-Alpi-Costa Azzurra).
Pedalare su questa salita è un’esperienza unica: panorami spettacolari, strade immerse nella natura e la soddisfazione di raggiungere una vetta che per secoli è stata un passaggio fondamentale tra i due paesi. In questo articolo ti racconto tutto quello che c’è da sapere per affrontare al meglio questa avventura su due ruote.
Il percorso: due versanti, due esperienze diverse
Il Colle della Maddalena può essere affrontato da due versanti:
1. Dal versante italiano (da Vinadio o Demonte, in Valle Stura)
2. Dal versante francese (da Barcelonnette, in Valle dell’Ubaye)
Entrambi gli itinerari offrono sfide e bellezze uniche. Vediamoli nel dettaglio.
Versante italiano: dalla Valle Stura alla vetta
Punto di partenza consigliato: Demonte (780 m)
Lunghezza della salita: circa 30 km
Dislivello totale: 1.216 m
Pendenza media: 4%
Pendenza massima: 9%
Il versante italiano è meno ripido rispetto a molte altre salite alpine, ma la sua lunghezza e l’altitudine lo rendono comunque impegnativo. Il percorso inizia dolcemente tra i boschi della Valle Stura, seguendo la SS21.
Man mano che si sale, il paesaggio diventa più alpino: i boschi lasciano spazio a prati d’alta quota, con scorci spettacolari sulle vette circostanti. Dopo Pontebernardo, il paesino di Argentera segna l’ingresso nell’ultimo tratto della salita, dove la strada si fa più esposta e il vento può essere un fattore da considerare.
Gli ultimi chilometri sono impegnativi, ma la vista sul Lago della Maddalena, poco prima della vetta, ripaga di ogni fatica.
Versante francese: l’ascesa dalla Valle dell’Ubaye
Punto di partenza consigliato: Jausiers (1.220 m)
Lunghezza della salita: circa 24 km
Dislivello totale: 776 m
Pendenza media: 3,2%
Pendenza massima: 8%
Il versante francese è meno faticoso rispetto a quello italiano, con pendenze più dolci e un andamento regolare. La salita si sviluppa su una strada ampia e ben asfaltata, con tornanti panoramici che offrono viste spettacolari sulla Valle dell’Ubaye.
Il paesaggio è selvaggio e incontaminato: qui la natura domina incontrastata, con pascoli alpini, cascate e cime innevate all’orizzonte. Dopo Larche, la strada si fa più aperta e inizia l’ultimo tratto verso il passo, che si raggiunge con relativa facilità.
Consigli per affrontare il Colle della Maddalena in bicicletta
1. Scegli il periodo giusto
Il colle è aperto quasi tutto l’anno, ma il periodo migliore per affrontarlo in bici è da giugno a settembre, quando le condizioni meteo sono più favorevoli. Evita i mesi invernali: neve e gelo possono rendere il percorso impraticabile.
2. Attenzione al traffico
Il Colle della Maddalena è un importante passaggio stradale tra Italia e Francia, quindi è frequentato anche da auto e camion. Nei mesi estivi il traffico può essere intenso, soprattutto sul versante italiano. Meglio partire presto al mattino.
3. Equipaggiamento adeguato
Rapporti leggeri per affrontare al meglio le pendenze
Abbigliamento a strati: anche in estate, in quota il clima può cambiare rapidamente
Borraccia e snack energetici: non ci sono molte fonti d’acqua lungo il percorso
4. Possibili varianti per un itinerario più lungo
Se hai gambe e voglia di avventura, puoi unire il Colle della Maddalena ad altre salite storiche, come il Col de la Bonette (2.715 m), la strada asfaltata più alta d’Europa, oppure il Colle della Lombarda (2.350 m), che porta a Isola 2000.
Il Colle della Maddalena è una salita affascinante e ricca di storia, perfetta per i ciclisti che vogliono vivere l’esperienza delle grandi montagne alpine senza affrontare pendenze estreme.Che tu scelga il versante italiano o quello francese, una cosa è certa: una volta arrivato in cima, il panorama e la soddisfazione di aver conquistato il colle ti faranno dimenticare ogni fatica.
Alla scoperta di Bologna.
20/03/2025 in Viaggi
La provincia di Bologna offre un’incredibile varietà di percorsi per gli amanti del cicloturismo, con itinerari che attraversano colline ondulate, borghi medievali e parchi naturali. In questo articolo, ti porterò alla scoperta di un viaggio in bicicletta attraverso questa affascinante provincia, mescolando storia, natura e tradizione enogastronomica.
Punto di Partenza: Bologna, la Dotta, la Rossa, la Grassa
Il nostro viaggio in bicicletta inizia nel cuore di Bologna, città famosa per la sua università, i suoi portici infiniti e la sua cucina irresistibile. Dopo un caffè in Piazza Maggiore, possiamo partire in sella alla nostra bici per esplorare i dintorni.
Opzione 1: Percorso Facile – La Ciclovia del Navile (25 km, pianeggiante)
Se cerchi un percorso rilassante, la Ciclovia del Navile è perfetta. Questa pista ciclabile segue il corso dell’antico Canale Navile, che un tempo collegava Bologna a Venezia. Il tracciato è completamente pianeggiante e immerso nel verde, rendendolo ideale per chi vuole pedalare senza fretta, godendosi il paesaggio.
Tappe consigliate:
Parco della Chiusa (Casalecchio di Reno): Un’area verde perfetta per una sosta.
Bentivoglio: Qui puoi visitare il Castello di Bentivoglio e l’Oasi La Rizza, un’importante zona umida ricca di fauna selvatica.
Opzione 2: Percorso Intermedio – L’Anello dei Colli Bolognesi (45 km, collinare)
Se cerchi una sfida maggiore, l’Anello dei Colli Bolognesi è un itinerario perfetto. Partendo da Bologna, si sale sulle prime colline che circondano la città, attraversando vigneti e boschi.
Tappe consigliate:
San Michele in Bosco: Una terrazza naturale con vista spettacolare su Bologna.
Eremo di Ronzano: Un piccolo eremo immerso nella quiete dei colli.
Monte Donato: Punto panoramico ideale per una pausa.
Questo percorso è consigliato a ciclisti con una discreta preparazione fisica, poiché presenta salite impegnative ma anche discese divertenti.
Opzione 3: Percorso Avanzato – Bologna – Vignola – Castelvetro (70 km, misto)
Se sei un cicloturista esperto, puoi affrontare un itinerario che collega Bologna alle colline modenesi, passando per la famosa Ciclovia del Sole. Dopo aver attraversato Casalecchio di Reno e Sasso Marconi, si raggiunge Vignola, città delle ciliegie e del maestoso castello medievale.
Tappe consigliate:
Vignola: Visita al Castello di Vignola e una pausa con una fetta di torta Barozzi, dolce tipico della zona.
Castelvetro di Modena: Un borgo incantevole tra le colline, famoso per il Lambrusco Grasparossa.
L’itinerario è lungo, ma offre una combinazione di piste ciclabili e strade secondarie a basso traffico, rendendolo uno dei più belli della provincia.
Dove Mangiare: Consigli Gastronomici per Cicloturisti
Ogni pedalata in Emilia-Romagna merita una sosta gastronomica. Ecco alcuni consigli:
Trattoria Amerigo (Savigno): Perfetta per assaggiare il tartufo bianco.
Osteria del Sole (Bologna): Storica osteria dove puoi portarti il cibo e bere ottimo vino locale.
Agriturismo Il Monte (Monteveglio): Ideale per un pranzo con vista sulle colline.
Quando Partire e Consigli Pratici
Miglior periodo: Primavera e autunno, quando il clima è mite e i paesaggi collinari si tingono di colori spettacolari.
Bici consigliata: Gravel bike o e-bike per le colline, city bike per i percorsi pianeggianti.
Attrezzatura: Porta con te acqua, snack energetici e una giacca antivento, perché il tempo può cambiare rapidamente sulle colline.
La provincia di Bologna offre percorsi cicloturistici per ogni livello, combinando sport, cultura e buon cibo. Che tu voglia esplorare le ciclabili lungo il Navile, affrontare le salite dei colli o spingerti fino a Vignola, questo viaggio in bici ti regalerà emozioni indimenticabili.
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